Tra intelligenza artificiale e sostenibilità aziendale: il ruolo chiave del Facility Management

Come si evolveranno le strategie di FM di supporto al business secondo Researchandmarket

Un recente studio condotto dalla prestigiosa Researchandmarket rivela che il mondo del Facility Managemet nei prossimi 5 anni registrerà un tasso di crescita annuo pari all’11,4 %, con un aumento dell’investimento globale dedicato alla gestione degli impianti che passerà da 34,65 miliardi di USD del 2018 a 59,33 miliardi di USD entro il 2023. I fattori più determinanti per questo sviluppo saranno da un lato l’adozione di IoT e di dispositivi connessi per l’automazione degli edifici, e dall’altro l’esigenza di progettare strutture e infrastrutture sostenibili, in risposta al crescente bisogno di rispettare la conformità ambientale e le normative che regolano il mercato della gestione degli impianti. Purtroppo però la mancanza di consapevolezza del nostro tessuto imprenditoriale ed una gestione ancora interna e spesso improvvisata del Facility Management potrebbero rappresentare un’importante e significativa limitazione alla crescita del mercato.

Se pensiamo ad esempio al sistema di gestione dei rifiuti, uno di quelli che registrerà, sempre secondo Researchandmarkets, il maggiore aumento, notiamo che una gestione esterna ed integrata consente di valutare e gestire un flusso di rifiuti complesso e articolato, di natura differente (prodotti chimici, cibo, plastica, inchiostro, batterie e documenti), proveniente da una vasta gamma di edifici e strutture, quali uffici, ospedali, hotel e ristoranti, università, negozi, case di cura, aeroporti e centri espositivi, ecc..

Va da sé che questo scenario sia strettamente connesso al digitale, attraverso l’adozione di strumenti e tecnologie Iot, fondamentali per sviluppare sistemi automatizzati, sempre più puntuali e precisi di raccolta e gestione di dati complessi, che possano rispondere ad esigenze ambientali e operative di larga scala.

In un panorama così complesso e integrato, che continuamente rivede e rinomina gli spazi e gli ambienti urbani, di vita e di lavoro, cambia anche il ruolo del Facility manager, che esce dalla semplice funzione operativa aziendale, per diventare parte di un nuovo clima di cooperazione. Se da un lato resta comunque il perno nella definizione di strategie organizzative volte ad ottimizzare le risorse umane, tecnologiche e strumentali, dall’altro i suoi ambiti escono dalle mura aziendali per favorire lo sviluppo di una più ampia cultura della sostenibilità ambientale, della condivisione di dati e interventi innovativi.